Correre. Lo facciamo ogni giorno, partendo dal prepararci la mattina per iniziare la giornata. Crediamo che il nostro lavoro ci richieda una proattività costante del 100%, e dunque corriamo freneticamente da una chat all’altra, da una chiamata alla seguente, da un botta e risposta che sembra non finire mai.
Pranziamo in quella mezz’ora ingurgitando bocconi per essere rapidi, oppure se siamo stanchi e vogliamo fare una siesta nella nostra pausa pranzo, ci ritroviamo a masticare davanti al laptop mentre rispondiamo alle email, non assaporando nemmeno quello che stiamo mangiando.
Io per esempio arrivo spesso a fine turno senza energia e con la voglia di non guardare più il laptop fino al giorno dopo. Ed una volta a letto, quando il mio corpo mi dice ‘Cecilia, basta, adesso dormiamo!’, finisco col chiedermi perché io sia così stanca, mentalmente e fisicamente, anche se ho passato metà della giornata seduta.
Il paradosso è proprio questo: passiamo ore seduti, eppure ci sentiamo come se avessimo corso una maratona. Questo perché non è il corpo a stancarsi, ma la mente che non trova mai un momento per respirare.
Viviamo in una frenesia che è sia culturale che necessaria. In una società piena di stimoli, abbiamo perso la capacità di fermarci e, semplicemente, annoiarci. Restare con noi stessi, senza telefono, musica, tv o messaggi, sembra oggi una sfida impossibile.
Eppure da piccoli lo facevamo di continuo: fissare il soffitto per ore, inventare giochi, trovare soluzioni per “ammazzare il tempo”. Ma in realtà non lo ammazzavamo: lo vivevamo meglio. La nostra mente era libera di fantasticare, creare, risolvere senza limiti. Il gioco era lo scopo
Cosa succede da adulti? Perché dimentichiamo questa opportunità che ogni giornata ci offre?
“Cecilia, ma di che stai parlando? Sono adult@, ho troppe cose da fare, i piatti non si lavano da soli!”
Ti capisco. La vita ci chiede produttività anche dentro le nostre quattro mura. Eppure la scusa torna sempre alla stessa frase: “non ho tempo”.
Ma cosa significa davvero non avere tempo? Non avere tempo di respirare un minuto? Di fare un check-in con noi stessi? Di fermarci per riorganizzare i pensieri?
L’unica cosa che ci impedisce di prenderci questo tempo — che è nostro di diritto — siamo noi stessi, e l’abitudine dimenticata al fermarci.
Da piccoli sapevamo farlo istintivamente: ci sdraiavamo sul divano o sul pavimento, lasciando che il corpo trovasse da solo il modo di riposare. Ora sembriamo aver perso quella naturalezza. Ci diciamo che non possiamo fermarci, che il tempo è poco, che c’è sempre qualcosa da fare. E così, anche quando avremmo bisogno di respirare, restiamo intrappolati nella corsa.
Eppure, fermarsi non significa perdere tempo: significa restituircelo. Una pausa è un atto di cura, un promemoria che ci ricorda che siamo più di quello che produciamo.
Quando da piccoli fissavamo il soffitto, in realtà stavamo imparando l’arte della pausa. Forse da adulti possiamo tornare lì, anche solo per un minuto.
“Ma scusa Cecilia… allora come posso io adesso, da adulto, trovare pace dopo aver avuto un cristiano urlandomi contro al telefono per 20 minuti?” Grazie per la domanda, lettore. Ho giusto quello che fa per te!
Spegni tutto, chiudi gli occhi e concentrati su te stesso. Permettiti di stare, di fermarti e lascia che la frustrazione e la rabbia degli altri scivolino via.
- Appoggia i piedi a terra.
- Chiudi gli occhi, inspira lentamente contando fino a 4.
- Espira ancora più lentamente contando fino a 6.
- Ripeti cinque volte.
- Quando riapri gli occhi, chiediti: “Come sto adesso?” — senza giudizio, solo ascolto.
“Se vabbe’, e tu vuoi dirmi adesso che questa roba di un minuto funziona?” Ebbene sì, non ci crederai ma funziona per davvero. Perché in un minuto, regali al tuo corpo e alla tua mente la possibilità di rallentare. Non serve di più: basta un piccolo spazio per ricordarti che ci sei anche tu.
Se hai bisogno di aiuto perché pensi di non saper riuscire a lasciare andare, e magari vorresti una guida, ti lascio qui un link di respirazione guidata, per imparare a respirare correttamente ed alleviare lo stress.
La prossima volta che senti il peso di una giornata, ricorda che non devi correre sempre. A volte, il dono più grande che puoi farti è semplicemente stare.


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